Approfondimenti normativi

Si riportano, di seguito, alcuni estratti significativi delle norme tecniche del P.A.T.I. del Camposampierese, di interesse per la tutela e valorizzazione del sistema ambientale, con particolare riferimento all'elenento morfologico del Graticolato Romano.

TITOLO TERZO: I TEMI DEL P.A.T.I.

CAPO I – VINCOLI, PIANIFICAZIONE TERRITORIALE, FASCE DI RISPETTO
 

Articolo 13 – Vincoli culturali, paesaggistici, ambientali e geologici
 

13.3.4 - Zone di interesse archeologico (art. 142 lettera m) D. Lgs. n° 42/2004 – art. 27 N.T.A. P.T.R.C.)
La tavola A.1 del P.A.T.I. “Carta dei vincoli e della pianificazione territoriale” individua le aree di interesse archeologico ai sensi del D. Lgs. n° 42/2004:
a) Agrocenturiato di Padova nei territori di: Borgoricco, Campodarsego, Camposampiero, Loreggia, Massanzago, S. Giorgio delle Pertiche, Santa Giustina in Colle, Villa del Conte, Villanova di Camposampiero;
b) Borgoricco: località San Leonardo.
Il rilascio dei titoli edilizi abilitativi, con esclusione degli interventi di manutenzione, di consolidamento statico e di restauro conservativo che non alterino la destinazione d’uso, lo stato dei luoghi e l’aspetto esteriore degli edifici, è subordinato al preventivo parere della competente Soprintendenza per i Beni Architettonici ed Ambientali e/o Archeologici, del Veneto.
La normativa di riferimento in caso di lavori pubblici è costituita dagli artt. 95 e 96 del D. Lgs. 163/2006 e art. 90 del D. Lgs. 42/2004.

13.5 Pianificazione di livello superiore
13.5.4 Agro-centuriato (D. Lgs. n° 42/04 art. 142, lettera m - art. 28 N.T.A. del P.T.R.C.)

Area interessata da antichi tracciati visibili o latenti di strade romane, nonché dagli antichi ordinamenti fondiari interessati dalla centuriazione romana.
In conformità al successivo art. 24.2:

  • all’interno della centuriazione si provvede alla conservazione dell’attuale sistema di strade, fossati e filari di alberi, della struttura organizzativa fondiaria storica e della toponomastica;
  • le nuove strade e i fossati dovranno essere paralleli alla centuriazione, le nuove costruzioni dovranno essere concepite in armonia con la tipologia esistente parallelamente al reticolato e coerentemente con gli allineamenti previsti;
  • i tracciati latenti delle strade romane devono essere mantenuti liberi da edificazione per una fascia da m 20 per lato. Laddove il tracciato latente intercetti i fabbricati esistenti e/o ambiti già destinati all’edificazione, sarà competenza del P.I. disciplinare puntualmente le relative fasce di rispetto, limitatamente alle porzioni in sovrapposizione, valutando le singole specifiche casistiche.

 

CAPO II - INVARIANTI

 
Articolo 14 – Invarianti

Il P.A.T.I. nella tav. A.2 “Carta delle invarianti” individua le “invarianti” di natura geologica, paesaggistica, ambientale, storico-monumentale e architettonica di interesse sovracomunale, per le quali non opera il principio della temporaneità o della indennizzabilità.

14.2 Invarianti di natura paesaggistico-ambientale

Costituiscono invarianti di natura paesaggistica-ambientale, gli elementi puntuali lineari ed aerali del paesaggio, quali: parchi, ambito per l’istituzione di parchi, ambiti naturalistici, aree boscate, grandi alberi, ecc. di interesse sovracomunale, in particolare:
…………………
agrocenturiato
il P.A.T. tutela e promuove (tav. 4 “Carta della trasformabilità) il recupero delle caratteristiche essenziali degli elementi testimoniali che connotano l’assetto dell’impianto storico  dell’agrocenturiato.
Valgono le norme di cui agli artt. 13.5.4 e 13.3.4;

 

CAPO IV - TRASFORMABILITA’

 
23.6 Tracciati storico-archeologici

La tav. n° A.4 del P.A.T. “Carta della trasformabilità” identifica a titolo ricognitivo i principali tracciati archeologici visibili o latenti, in funzione di riferimenti storici di valore ambientale.
Il P.I. provvederà a precisare l’individuazione dell’impianto storico dell’agro-centuriato.
Gli interventi saranno disciplinati nel rispetto di quanto previsto dagli artt. 13.5.4 e 24.2 delle  presenti N.T.

23.7 Ambiti dell’agrocenturiato

Le tavv. A.1 “Carta dei vincoli e della pianificazione territoriale” e A.2 “Carta delle invarianti” evidenziano che quasi tutto il territorio del Camposampierese risulta di strutturazione romana.
Il P.A.T.I., ai fini della tutela e promozione della centuriazione, sulla base delle caratteristiche essenziali e di permanenza degli elementi testimoniali che connotano l’assetto dell’impianto storico dell’agrocenturiato, individua nella tav. 4b “Carta della trasformabilità”- “valori e tutele culturali” gli ambiti di buona o compromessa integrità e quegli ambiti, se pure appartenenti alla centuriazione, privi di valore paesaggistico data la scomparsa degli assi e dell’assetto fondiario che lo contraddistingueva.
All’interno della centuriazione il P.A.T.I. pone come obiettivo strategico primario la salvaguardia e riqualificazione della geometrizzazione del tracciato stradale ove esistente, dei canali di scolo e di irrigazione, degli apparati vegetazionali disposti lungo gli assi principali della centuriazione, compresa la valorizzazione dei tracciati storico-archeologici latenti.
All’interno dei singoli ambiti della centuriazione il P.A.T.I. propone la promozione e conservazione delle aree agricole residue e la riqualificazione delle aree compromesse.
In sede di P.I., fatte salve le previsioni degli strumenti urbanistici vigenti e/o adottati, gli interventi edilizi ammessi, in presenza di ambiti diffusi o ambiti urbanizzati consolidati, dovranno, all’interno dei riquadri ottenuti, osservare una distanza di due iugheri lungo i cardi e di due iugheri e mezzo lungo i decumani, in modo tale da concentrare l’innurbamento lungo tali assi e prioritariamente lungo i decumani, liberando ove possibile da opere incongrue e da edifici, le parti interne della centuriazione.
I P.I., sulla scorta delle presenti direttive, promuovono iniziative e progetti per migliorare la fruizione, per organizzare la gestione e l’integrazione del sistema, per favorire l’utilizzo dei percorsi, ai fini della conoscenza del territorio nei suoi aspetti naturalistici, storici, culturali ed enogastronomici.

I P.I. definiscono i criteri e provvedono alla redazione dei Sussidi Operativi, sulla scorta delle presenti direttive, relativi agli interventi di restauro paesaggistico individuando:

  • gli ambiti di paesaggio;
  • le unità morfologiche;
  • i margini urbani da riqualificare;
  • i parametri di ricostruzione del verde agrario;
  • gli elementi verdi presenti all’interno delle unità morfologiche e le schede tecniche di riferimento per la realizzazione degli elementi verdi;
  • l’abaco delle specie arboree ed arbustive ammesse;
  • il prospetto di utilizzo degli elementi verdi con riferimento alle diverse unità morfologiche.
     

Il P.I. definirà inoltre, sulla scorta dei contenuti delle “linee guida provinciali sulle buone pratiche in materia di paesaggio” all’interno del “prontuario per la qualità architettonica e la mitigazione ambientale” di cui all’art. 17 comma 5 della L.R. n° 11/2004, le caratteristiche tipologiche ed i parametri edilizi, omogenei per l’intero territorio del Camposampierese, delle quinte edificatorie prospicienti i fronti dei reticoli dell’agrocenturiato romano visibili (strade) o latenti, nonché verso le aree agricole di buona integrità, interne ai riquadri, secondo i seguenti criteri:

  • edilizia di moderato impatto visivo, in termini di massa e altezza;
  • edifici di semplice conformazione architettonico/compositiva;
  • utilizzo di materiali di finitura consoni al contesto urbano e/o agricolo circostante;
  • progettazione del verde della fascia esterna, con l’indicazione delle recinzioni ed essenze vegetali.

 

23.7.1 Ambiti interni al Graticolato di buona integrità paesaggistica

In sede di P.I. le azioni di tutela e valorizzazione si esplicheranno attraverso l’osservanza dei seguenti indirizzi e prescrizioni:

  • tutela delle sistemazioni e degli elementi di valore storico/ambientale di contorno (edifici, manufatti, aggregati edilizi storici, aree scoperte, alberature, ecc.) che concorrono a rendere percepibile la dimensione storica dei percorsi stessi e in generale ne costituiscono elemento qualificatore, nonché le principali vedute sul contesto paesaggistico circostante, da valorizzare ed eventualmente attrezzare come punti di sosta;
  • realizzazione, ampliamento e rifacimento di nuova viabilità e rete irrigua, riprendendo, ove possibile, l’orditura ortogonale dell’agrocenturiato, garantendo in ogni caso la coerenza con il medesimo;
  • tutela e riqualificazione delle parti più integre del territorio agricolo all’interno dei riquadri del graticolato, mediante:
  • il riconoscimento e la riqualificazione degli ambiti di edificazione diffusa;
  • la prescrizione di limiti fisici alla nuova edificazione che dovrà essere sviluppata, nei limiti consentiti dal P.I., parallelamente agli assi stradali, lungo i decumani, attraverso il mantenimento inalterato delle sistemazioni idraulico-agrarie a cavino e lasciando libere le capezzagne e/o i fossati di ripartizione delle centurie (fasce di 2,5 actus) e lungo i cardi contenendo tali limiti fisici per una profondità di 2 actus dall’asse del cardo (71 m. circa);
  • il riordino della zona agricola all’interno dei riquadri del graticolato mediante misure di incentivazione, determinanti crediti edilizi, finalizzati a promuovere la demolizione delle opere incongrue e delle strutture agricole non più funzionali alle esigenze dell’azienda agricola, l’eliminazione degli elementi di degrado e delle attività produttive in zona impropria;
  • il divieto, di norma, di interramento o tombamento con canalizzazioni artificiali della rete irrigua esistente; sulla medesima sono ammissibili solo tombamenti puntuali per soddisfare esigenze di accessi carrai / pedonali, previo eventuale parere delle autorità idrauliche competenti;
  • la promozione di iniziative e progetti di fruizione, per favorire la conoscenza del sistema storico dell’agrocenturiato.
     

Particolare attenzione dovrà essere posta, nella fase di progettazione degli interventi anche attraverso la definizione di una puntuale disciplina da descrivere in fase di P.I., alla qualità architettonica e tipologica delle nuove “quinte edilizie” prospicienti i tracciati storici o latenti della centuriazione romana, mantenendo, ove presenti, gli elementi storici caratteristici, propri dell’agrocenturiato romano.
Nelle nuove costruzioni, demolizioni e ricostruzioni, nonché ampliamenti di edifici, nei casi previsti dalle norme vigenti, si dovrà mantenere libera e sgombra da qualsiasi manufatto comprese recinzioni di proprietà, parallelamente al graticolato, anche in zona agricola, una fascia dal ciglio esterno stradale della profondità di m 10, in modo da preservare e ricondurre alla migliore percezione l’orditura storica dei tracciati visibili dell’agro centuriato romano.
Nell’ambito della progettazione edilizia dei suddetti interventi, qualora insistino opere o manufatti incongrui per il rispetto, all’interno di tale fascia, si applicheranno, in quanto compatibili, le diposizioni regionali relative all’istituto del credito edilizio, fermo restando che le eventuali potenzialità edificatorie espresse da tali ambiti tutelati potranno essere utilizzate nelle aree adiacenti e all’esterno degli stessi, se idonee alla trasformazione.

23.7.2 Ambiti interni al Graticolato di compromessa integrità paesaggistica

Trattasi di ambiti in buona parte urbanizzati costituenti i centri e i nuclei sorti lungo gli assi della centuriazione.
I P.I. promuoveranno ove possibile:

  • interventi di riqualificazione del tessuto insediativo caratterizzato da disordine e frammistione funzionale;
  • processi di riconversione delle periferie urbane dotandole di un adeguato equipaggiamento paesistico anche con funzione di compensazione ambientale e di integrazione con la rete ecologica;
  • la riqualificazione dei margini degli insediamenti, intendendo le aree di transizione in rapporto alle aree agricole, come occasione per la realizzazione di fasce verdi e spazi di relazione;
  • negli interventi di trasformazione di grande estensione, comprendenti le lottizzazioni, le opere pubbliche, le cave, ecc., è vietata l’eliminazione dei connotati caratteristici della centuriazione romana, quali i tracciati persistenti riconducibili al reticolo stradale, le strade e i percorsi storici principali, i canali, i fossati, i filari di alberi, ecc.;
  • lo scoraggiamento di semplificazioni dell’assetto poderale residuo esistente.
     

In sede di P.I. si osserveranno, per le parti ancora integre e/o interessate dal graticolato, le direttive e prescrizioni di cui al precedente articolo 23.7 e 23.7.1.

23.7.3 Ambiti interni al Graticolato  di minor valore paesaggistico

Trattasi di ambiti interni all’agrocenturiato e sottoposti al vincolo archeologico ricadenti nei
Comuni di:

  • Villa Del Conte;
  • San Giorgio delle Pertiche;
  • S.Giustina in Colle;
  • Loreggia;
  • Camposampiero.

Ove persistono solo alcune tracce della centuriazione; per tali ambiti si richiamano le norme di cui all’art. 23.7 e 23.7.1 limitatamente ai tracciati dei cardi e decumani individutati dal vigente P.T.R.C., come confermati dal P.A.T.I..
In sede di P.I. potranno essere valutati inoltre, su specifico studio, nuovi tracciati  storico archeologici latenti che potranno emergere al fine di salvaguardare la continuità del paesaggio agrario ed il suo sistema idrografico da tutelare e conservare.